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Posted on 23 Feb 2013 in Asset Allocation, Scenari macroeconomici

Cenni di Scenario Macroeconomico

Cenni di Scenario Macroeconomico

Dai dati rilasciati lo scorso mese si conferma un contesto economico ancora fragile, il quarto trimestre 2012 è stato il più debole dal 2009. Solo nelle economie emergenti la crescita è proseguita a tassi apprezzabili. Nonostante questi paesi, l’economia mondiale cresce a tassi ampiamente inferiori rispetto al proprio potenziale.

I dati sono particolarmente deludenti nell’area Euro  ed in particolare per quanto riguarda l’Italia.

Il PIL Italiano torna 6 punti sotto i livelli precedenti alla crisi del credito.

I consumi privati stanno scendendo dal 2011.

 

 

Notizia positiva, è che da alcuni mesi gli indicatori anticipatori segnalano un miglioramento dai bassi livelli del 2012.

In questo contesto, le banche centrali continuano a svolgere  un ruolo cruciale nel sostenere mercati ed economie.

Questo attivismo ha contribuito ai recenti movimenti valutari quali l’indebolimento delle maggiori valute rispetto all’euro, pur ritenendo la nostra valuta correttamente valutata, ha aperto la porta ad un taglio dei tassi nell’ipotesi di un ulteriore apprezzamento del cambio.

 

Pere quanto riguarda il mercato obbligazionario non ci aspettiamo rialzi dei tassi attesi a breve, ci aspettiamo una migliore performance nel medio periodo dei titoli governativi rispetto a quelli aziendali.

 

Riteniamo inoltre che il 2013 sarà un anno molto probabilmente positivo per i mercati azionari, tuttavia nonostante queste indicazioni di medio termine, preferiamo rimanere cauti nel breve. Sui mercati emergenti, manteniamo un leggero sovrappeso sulla Cina.

 

Per quanto riguarda il dollaro crediamo che dovrebbe mantenersi sostanzialmente debole rispetto all’euro sino al termine del mese di aprile prossimo.

 

Per quanto riguarda l’oro i segnali sono contrastanti, notiamo un’accelerazione di acquisti da parte delle banche centrali dei paesi emergenti per le quali è oramai equiparabile ad una valuta con cui diversificare le riserve valutarie.

Il gruppo delle materie prime a nostro avviso più sottovalutato è ancora quello delle soft commodieties