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Posted on 26 Giu 2016 in Asset Allocation, Banche, Consigli, Consulenza finanziaria, Educazione finanziaria, EFPA, Pianificazione finanziaria, Scenari macroeconomici

Cosa penso io di Brexit

Cosa penso io di Brexit

Penso che non c’è storicità per comprenderne bene  le implicazioni di breve ma soprattutto di lungo periodo. Ognuno vi dirà la sua, i guru pullulano, gli esperti si rincorrono.

Penso che inevitabilmente creerà instabilità e certezza con aumento della volatilità nel breve, ma sono certo anche che i mercati gli investitori ma soprattutto i risparmiatori enfatizzano questa incertezza facendo scelte irrazionali e non dettate dai fondamentali. E se c’è una cosa che i mercati finanziari non amano è proprio l’incertezza

Penso anche che nulla accade a caso e che Brexit, come la cristi dei Subprime, Lehman etc etc è stata preparata e voluta nei tempi e nei modi, già sapendo dove si sarebbe voluti arrivare e con quale scopo.

Quante cose sono accadute tra il mese di luglio e agosto?

Penso che Brexit si inserisce in un contesto dove la Zona Euro ha già perso di credibilità, andando ad aumentare questa diffidenza e creando probabilmente la consapevolezza che le nazioni possono lasciare l’UE

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Ricordiamo che il Regno Unito non fà parte dell’Eurozona per cui non vedo all’orizzonte rischi sistemici importanti, ritengo che le ripercussioni negative si scaricheranno soprattutto sull’Inghilterra stessa, tuttavia è evidente che se altri stati dell’Eurozona approfiteranno di questo mal di pancia Inglese per fare loro stessi scelte forti, beh allora qualche problemino strutturale e sistemico è inevitabile. Ritengo che che per un pò nella Gran Bretagna regnerà il caos quantomeno riorganizzativo. Non Vedo grandi  implicazioni immediate sulla solvibilità delle banche.

 

E  A LIVELLO DI ASSET ALLOCATION QUALI LE PRINCIPALI IMPLICAZIONI?

sottopeso della componente equity a causa dell’aumento della volatilità e del’incertezza

Perdite della Sterlina Britannica,  rivalutazione di dollaro, yen e franco svizzero, perdita dell’euro sul dollaro

Aumento degli spread relativamente ai titoli di stato della zona euro periferica 

Rivalutazione del dollaro come bene rifugio

 

Il consiglio tuttavia è sempre  quello di impostare i portafogli nella logica del lungo periodo ed evitare speculazioni da investitori professionisti, ci si potrebbe far male, da Assistente Patrimoniale mi piace sempre pensare che l’asset allocation del singolo risparmiatore viene sempre costruito partendo dai bisogni del singolo cliente, dagli obiettivi di vita identificando a cosa servono i capitali investi e quando servono. Se è così, Brexit non è un problema, se volete affrontare la questione ovviamente rimango a disposizione ai soliti contatti

info@invexpert.it

m.vanzini@ims.vr.it

vanzini.mauro@gmail.com