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Posted on 20 Feb 2016 in Consulenza finanziaria, Educazione finanziaria, EFPA, Pianificazione finanziaria

La mia Banca è Sicura? Come faccio a saperlo?

La mia Banca è Sicura? Come faccio a saperlo?

Dopo gli articoli su:  Patrimonio di Base (CET)Obbligazioni Subordinate, e Bail In Istruzioni per l’Uso e subito prima del prossimo articolo che penso di intitolare: Quali soluzioni e strategie adottare nel rapporto Banca-Risparmiatore per prevenire situazioni di Risparmio Tradito? cercherò in pieno stiel I.M.S. di rispondere a queste domande che ultimamente sempre più spesso mi vengono poste, ovverosia:

  • Come faccio a sapere se la mia banca è sicura?
  • Quale è oggi la Banca più sicurain Italia?
  • Se sono un privatoed ho soldi da investire a quali banche devo guardare?
  • Se sono un’aziendae devo chiedere un prestito a quali Istituti è preferibile rivolgersi?

Ma prima concedetemi un paio di  divagazione.

Ma è normale incentrare l’attività comunicativa di una Banca sulla grandezza del CET1?  Ma è normale che alcune Banche (Non Banche) si vendano sul mercato vantando di essere più patrimonializzate di altre?  Possiamo per una volta non  prendere per i fondelli i risparmiatori evitando di confrontare mele con pere?  Ci sono due fattori da considerare, le dimensioni dell’’istituto analizzato ed il modello di Business.  Secondo voi realtà  quali: Mediolanum, Fineco, Baca Ifis, Banca Fideuram, Banca Unipol sono omogenee e confrontabili con realtà quali  Banca Intesa, Unicredit, MPS, Banco Popolare, UBI, Veneto Banca, Credem, BPER etc. etc.   Secondo me NO. Oltre che ad avere dimensioni, volumi, masse diverse,  soprattutto fanno due lavori DECISAMENTE diversi e disomogenei. Le prime sono prettamente banche di raccolta,  il business degli impieghi è marginale, le seconde sono banche tradizionali, generaliste che incentrano la loro attività sia sulla raccolta che sugli impieghi.

E visto che ad oggi siamo tutti esperti di CET1 Ratio    clicca sul link per approfondimento  è evidente, che i primi abbiano un CET1 maggiore dei secondi, ci mancherebbe pure.  Finiamola di pensare che i risparmiatori siano così incapaci ed impreparati da non comprendere tutto questo.

L’ultima divagazione poi mi taccio  e passo all’oggetto dell’articolo. Volevo darvi il mio pensiero  in merito al Bail IN.

Ricordo che in Italia  la vigilanza sulle Banche è fatta in parte dalla BCE  (per 13 Banche, le più grosse) ed in parte  dalla Banca D’Italia per quelle più piccole e per le BCC. Banca d’Italia è chiaro che ha qualche conflitto di interessi  nel momento in cui va ad ispezionare o a revisionare un Istituto di Credito Italiano.  Ti immagini Banca d’Italia che andava  ad ispezionare Unicredit per esempio? Sabbiamo tutti che Unicredit è azionista di Banca d’Italia per quasi il 20% (chi è il controllore e chi il controllato?).  La  BCE, (di emanazione Deutshe Bank ed un po’ più Germano Centrica) non è che non ha conflitti di interessi ha semplicemente degli interessi diversi.  Ricordo che la normativa sul Bail In è stata imposta al Governo Renzi dalla Comunità Europea nell’ambito della normativa sulla Risoluzione delle Crisi Bancarie  Leggi l’articolo per approfondimenti . L’italia ma ancor più le Banche Italiane  ne avrebbe sicuramente fatto a meno. Pensate a Veneto Banca e Pop Vicenza per esempio. Saranno felici per l’introduzione del Bail In?   Arriva la BCE e  svaluta in maniera pesante i debiti incagliati e a sofferenza.  Obbliga a più riprese alla ripatrimonializzazione ed a ripristinare il loro CET1 oggi su valori intorno al 7%, per ripatrimonializzare o aumentano la raccolta diretta (Azioni – Obbligazioni – Soldi sul Conto) oppure diminuiscono gli impieghi e quei pochi devono essere decisamente di qualità. Ma banche non patrimonializzate, con un basso CET1 a Bail In Operativo riusciranno secondo voi a raccogliere? E nel caso a quali condizioni economiche? Quando devo pagare la raccolta per evitare che i soldi si spostino sugli istituti più solidi?  A questo punto non resta che tagliare drasticamente gli impieghi. Non ci sono alternative, la coperta è corta, o più raccolta diretta o meno impieghi direi abbastanza ELEMENTARE.

Ma se costa tanto raccogliere e non ricavo dagli impighi, la redditività di questa banca dove va? Sotto i tacchi? E questo in un momento in cui il margine è già compresso dai tassi zero.  E se sono costretto a fare un aumento di capitale di oltre un Miliardo di Euro, a quale valore devo collocare i titoli sul mercato per rendere appetibile l’investimento ?  Immagino basso, molto basso.

Mi viene un dubbio, vuoi vedere che in quell’occasione, proprio in quell’occasione arriveranno capitali freschi magari stranieri e con due noccioline si compereranno parte della nostra economia?

 

Ma ora veniamo a noi

COME FACCIO A SAPERE SE LA MIA BANCA E’ SICURA?

Vi elenco  come faccio io:

Guardo ad un paio di indici e cerco di interpretarli:

  • Il Patrimonio di Vigilanza (Core Tier 1)
  • Texas ratio

Guardo l’ Andamento  del prezzo in borsa, faccio un confronto  rispetto FTSE Banche o una comparazione relativa  rispetto Banche Benchmark (Intesa Vs. MPS per esempio)  Ci si fa un’idea, anche se vale unicamente per le azioni di banche quotate e non per tutte. 

Leggo le notizie che riguardano la banca oggetto di analisi. I grossi fallimenti e default sono sempre preceduti da una moltitudine di notizie di cronaca, talvolta giudiziaria sulla banca stessa.

Cerco di capire (anche dalla comunicazione commerciale) se quella banca spince più sulla raccolta, remunerando a tassi magari fuori mercato, o più sugli impieghi.   Banche che chiamano i clienti per smobilizzare posizioni gestite per andare su Azioni e  Obbligazioni della Banca o per raccogliere in conto corrente o in time deposit che idea vi danno? Sono sane o in difficoltà?

Due parole sui due indici utilizzati.

Sul Cet1 oramai sappiamo molto  ma vedremo poi come interpretare alcuni dati.

Relativamente al Texas Ratio invece se ne è parlato meno anche se è un indice che è comparso fin dai primi anni 80. Misura il rapporto tra sofferenze e patrimonio nettoSotto 100 una banca sta bene ed ha capitale in eccesso, sopra 100 potrbbe aver bisogno di capitale per coprire il peso delle sofferenze. La media in Italia è di 133. Sotto 100 troviamo per esempio UBI, Unicredit, Sondrio, Intesa San Paolo, BPM e Credem (40%). Sopra troviamo MPS (259%) ma anche Banco Popolare, Credito Valtellinese,  Bper per esempio.

Tornando all’interpretazione del CET1 cerco di interpretarne i dati:

 

Più Basso è il CET1 imposto dalla BCE e più significa che quella Banca è considerata a minor rischio.

 

I nuovi target SREP  di BCE per il 2016 vedono  Pop Milano a 9,25 e MPS a 10,20 per esempio. E’ Evidente che per la BCE Pop Milano  è ritenuta più sicura di MPS .

Altro elemento di analisi è valutare

la differenza tra i livelli minimi di capitale imposto dalla BCE (Target BCE)  ed il Cet1 Effettivo,  ossia il buffer 

più c’è margine e più questo capitale in eccesso  potrebbe essere utilizzato per operazioni straordinarie  o comunque sia per aumentare la massa di prestiti  a famiglie e imprese.

Ora prima di  sintetizzare in una tabella (per le banche più significative)  alcuni di questi indici mi soffermo su un paio di altri numeri che ci aiutino a rispondere alla domanda oggetto del presente articolo:

  • Cet1 medioprevisto dall’EBA 10,5%
  • I  crediti deterioratiin Italia  sono circa  350  miliardi di €uro  (200 di sofferenze)   di cui 45 riconducibili alla sola  MPS.
  • Più impieghi hai e più capitale devi avere, ma il CET1 da solo  può non  bastare.
  • Le 4 banche salvate a novembre avevano 8,5 miliardi di sofferenze e sono state  svalutate dell 82%
  • A settembre 2015 è emerso un buon livello di patrimonializzazione delle banche Italiane, sono stati revisionati dalla BCE 123 banche europee di cui 13 italiane che sono state  inserite in 4 Classi (1 giudizio migliore – 4 giudizio più basso)
  • Delle 13 italiane:  B. Intesa sta nella 2 classe– MPS Carige Pop Vi  e Veneto Banca nella 4 classe, tutte  le altre nella classe 3.

Ora la Tabella promessa:

Un’ultima divagazione:

A rischio maggiore deve corrispondere  rendimento maggiore nulla vieta che accetto di correre qualche rischio pur di essere maggiormente remunerato, in finanza nessun pasto è gratis

ma per favore, nel caso poi le cose non vadano come pensavate  non dite sempre è colpa del bancario, del consulente, del  promotore, del governo, della Cina, della Politica, dite unicamente è colpa mia perché sono un ingordo, non mi accontento mai e nel caso fossi incompetente non mi sono fatto seguire e consigliare da un Consulente finanziario Indipendente, da un Angelo Custode Finanziario. Ci sono esistono, guardate a questi due link: InveXpert oppure Nafop

 

Ed ora veniamo alle domande oggetto di questo mio articolo:

 

  • Quale è oggi la Banca più sicura in Italia?
  • Se sono un privato ed ho soldi da investire a quali banche devo guardare?
  • Se sono un’azienda e devo chiedere un prestito a quali Istituti è preferibile rivolgersi?

 

Sono certo che se vi siete letti con attenzione  il mio articolo sarete  ampiamente in grado di trovare risposta in autonomia, ma se avete bisogno di ulteriori conferme o di un consigilio rimango a disposizione all’indirizzo mail:  m.vanzini@ims.vr.it

In IMS aiutiamo le imprese a presentarsi meglio alle Banche. Sono Mauro Vanzini ed in IMS mi occupo del rapporto Banca-Impresa, mi piace definirmi Angelo Custode Finanziario, affianco l’Imprenditore ed il Risparmiatore nell’operatività  con gli Istituti  di Credito  sia per i esigenze personali che aziendali (gestione patrimoni, Nuova Finanza, Condizioni Economiche etc. etc)

 Per un’analisi dei tuoi investimenti o per un confronto sulle questioni oggetto dell’articolo rimango a disposizione all’indirizzo mail m.vanzini@ims.vr.it